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Addio a Peppo Sacchi. Con Tele Biella aprì la strada alle tv private italiane

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    Redazione
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Si è spento all'età di 93 anni Peppo Sacchi, figura centrale nella storia della televisione italiana e fondatore di TeleBiella, la prima emittente privata del Paese. Nato a Como il 12 dicembre 1932, aveva trovato a Biella la sua città d'adozione, dove si trasferì nei primi anni Cinquanta e dove ha vissuto fino agli ultimi giorni.


Insieme alla moglie Ivana Ramella, giornalista e volto storico dell'emittente, Sacchi diede vita nel 1971 a un progetto destinato a lasciare un segno profondo nel panorama dei media italiani. TeleBiella nacque come "giornale periodico a mezzo video" e iniziò le trasmissioni il 6 aprile 1972, proponendosi come uno strumento capace di raccontare il territorio e dare spazio a voci spesso escluse dai canali tradizionali.


Per aggirare le restrizioni imposte dalla normativa dell'epoca, che riservava allo Stato le trasmissioni via etere, l'emittente utilizzò la tecnologia via cavo. Una scelta innovativa che provocò scontri con le autorità e diede origine a una lunga battaglia giudiziaria. Nel giugno del 1973 il taglio dei cavi sembrò decretare la fine dell'esperienza, ma fu invece l'inizio di un confronto legale che avrebbe contribuito a trasformare il sistema televisivo italiano. Anni dopo, le decisioni della Corte costituzionale avrebbero aperto la strada alla diffusione delle televisioni private.


Prima di diventare imprenditore televisivo, Sacchi aveva maturato esperienze professionali come cameraman e regista in Rai. Decise però di lasciare una carriera consolidata per inseguire una visione allora considerata impossibile. Con risorse limitate ma grande determinazione, costruì una realtà che anticipò modelli destinati a diventare comuni negli anni successivi, dalle produzioni locali alle televendite fino ai primi esperimenti di televisione commerciale.


Attorno a TeleBiella si raccolsero anche personalità di primo piano dello spettacolo e del giornalismo. Enzo Tortora affiancò Sacchi come vicepresidente dell'emittente, mentre Bruno Lauzi collaborò con programmi dedicati alla musica italiana. Negli studi biellesi mosse inoltre i primi passi televisivi Ezio Greggio, destinato a diventare uno dei volti più noti della televisione nazionale.


«Peppo Sacchi - afferma il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto, biellese - è stato un pioniere della televisione privata italiana: con la sua Telebiella ebbe il coraggio e la determinazione di guardare oltre il modello del tempo, aprendo una nuova pagina del rapporto tra tv e cittadini nel Paese. La sua scomparsa mi addolora, perché prima di un grande professionista e di un innovatore è stato un vero amico, profondamente legato al biellese, suo territorio di adozione».


Con la sua scomparsa se ne va uno dei protagonisti più importanti dell'evoluzione televisiva italiana, un uomo che con intuizione e tenacia contribuì a ridefinire il rapporto tra informazione, territorio e libertà di comunicazione.

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