Il caldo cambia le abitudini davanti alla tv. Ad agosto quasi 3 milioni di nottambuli
- Redazione

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La televisione non va più a dormire. Almeno durante l’estate 2026. Il caldo record e le notti sempre più difficili da trascorrere a letto hanno spinto milioni di italiani ad accendere il televisore nelle ore più insolite, trasformando la fascia notturna in una sorta di nuovo prime time.
A fotografare il fenomeno è un report realizzato da Omnicom Media Italy per il quotidiano Libero, che monitora quotidianamente l’evoluzione dei consumi televisivi. Secondo l’analisi, nel mese di agosto la platea notturna ha sfiorato i 3 milioni di spettatori, con una crescita del 16% rispetto ai livelli precedenti.
Il pubblico che alimenta questa particolare fascia oraria è composto in larga parte da persone anziane e giovani adulti, ma il fenomeno attraversa diverse generazioni. A contribuire alla crescita sono anche gli effetti di programmi capaci di creare un forte seguito trasversale, come “Temptation Island”, che ha raggiunto risultati eccezionali tra i giovanissimi, arrivando nella fascia 15-19 anni a toccare il 60% di share.
La notte televisiva, però, non è fatta soltanto di grandi programmi di intrattenimento. Le reti hanno costruito una programmazione capace di intercettare gusti molto diversi, sfruttando repliche, serie, film e documentari.
Canale 5, in particolare, ha ottenuto risultati sorprendenti anche nelle ore comprese tra le 4 e le 6 del mattino. Le repliche di produzioni come RIS – Delitti imperfetti e New Amsterdam sono arrivate fino al 15% di share, confermando la capacità delle serie televisive di mantenere una platea anche quando la maggior parte del Paese dorme.
Su Italia 1 hanno invece trovato spazio soprattutto misteri, scienza, cronaca e intrattenimento documentaristico. Blindspot e titoli come Unearthed – La storia dalle fondamenta, Primo indiziato: la Terra! e Com'erano fatti gli animali preistorici hanno portato la rete fino all’8% nelle ore comprese tra le 2 e le 6.
Ancora più curioso il comportamento del pubblico davanti agli horror. Film come Abigail, Abandoned e Night Swim hanno sfiorato il 10% di share nella fascia tra le 2 e le 3. Un risultato che dimostra come anche i contenuti più di nicchia possano trovare una platea significativa quando la televisione diventa una compagnia per chi non riesce a prendere sonno.
Rete 4 ha puntato invece sulla tradizione cinematografica con I Bellissimi. Alcuni grandi film del passato, da Malena ad Alexander, passando per Fuga per la vittoria e Lo squalo 4, hanno raggiunto punte del 6% dopo le 2. Nelle ore ancora più tarde, le commedie degli anni Sessanta e Settanta hanno mantenuto una presenza significativa, arrivando fino al 5%.
Anche la Rai ha trovato nella notte un pubblico tutt'altro che trascurabile. Rai 1 ha affidato gran parte della fascia al simulcast di RaiNews24, arrivando a toccare il 13% di share. Prima dell’informazione notturna, le repliche di Reazione a catena e Provaci ancora prof hanno raggiunto il 10%.
Più contenuti, ma comunque interessanti, i risultati di Rai 2, che ha raggiunto il 4% con serie come Zio Gianni, Che Todd ci aiuti e La grande vallata. Rai 3, ancora una volta con RaiNews24, ha toccato il 5%.
Sul fronte dell’informazione, La7 ha continuato a puntare sulle proprie produzioni, proponendo durante la notte le repliche de L'aria che tira e Famiglie d'Italia, con risultati compresi generalmente tra il 2% e il 3%.
La stessa tendenza si ritrova tra i canali nativi digitali. Tv8 ha sfruttato l’interesse per il true crime con Lady Killer e Coppie che uccidono, superando il 4% tra le 3 e le 5.30. Il Nove ha trovato una risposta altrettanto positiva con Nudi e crudi, spesso sopra il 5% nella fascia 2-6.
Il caso più curioso è probabilmente quello di Real Time, che nelle notti estive ha ottenuto risultati particolarmente interessanti con i suoi programmi dedicati alla dermatologia. La clinica del pus, La dottoressa Schiacciabrufoli e La clinica della pelle sono arrivati frequentemente oltre il 6%.
Ma chi sono, esattamente, gli spettatori che tengono accesa la televisione fino all’alba? Sempre secondo l’analisi Omnicom Media Italy per Libero, una parte consistente è rappresentata da persone che rientrano a casa nelle ore tarde: il 24% del panel appartiene infatti a questo segmento. La quota più ampia, pari al 41%, è invece composta da single anziani che trascorrono davanti allo schermo le ore in cui non riescono a dormire. Un ulteriore 21% appartiene alla fascia tra i 35 e i 45 anni.
Il dato racconta dunque qualcosa che va oltre l’effetto contingente del caldo. La televisione notturna sta diventando sempre più una forma di compagnia, intrattenimento e informazione per un pubblico che non coincide necessariamente con quello del tradizionale prime time.
E così, mentre le città rallentano e le case si fanno silenziose, milioni di italiani continuano a guardare la televisione. Anche alle quattro del mattino.




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