Scintille sul revival degli spot telefonici. Nel mirino Massimo Lopez e Megan Gale
- Redazione

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TIM finisce nel mirino dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria dopo il ricorso di Iliad, mentre Fastweb attacca proprio Iliad sul fronte pubblicitario. Due casi diversi, ma che accendono lo scontro tra operatori telefonici a colpi di spot e tribunali dell’autodisciplina.
Il Giurì dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria ha ordinato a TIM di interrompere la campagna con il claim “Rete n.1 in Italia per qualità”, giudicato troppo generico e potenzialmente ingannevole. Lo spot, remake della storica pubblicità con Massimo Lopez rilanciata durante Sanremo, faceva riferimento ai dati Opensignal, ma secondo il Giurì le note esplicative erano troppo poco visibili per chiarire che il primato riguardava solo uno specifico parametro tecnico e non la qualità complessiva della rete. Il procedimento era stato avviato da Iliad.
Nel frattempo Fastweb, dopo l’integrazione con Vodafone Italia, ha contestato a Iliad la nuova campagna con Megan Gale. Secondo Fastweb, l’ex volto simbolo di Omnitel e Vodafone verrebbe utilizzata in modo improprio, sfruttando la notorietà costruita negli anni con il marchio storico. Da qui l’accusa di violazione del codice di autodisciplina pubblicitaria e del codice civile.




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