Il mito e l’eredità: una docu-serie racconta il lato più controverso di Gina Lollobrigida
- Redazione

- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 2 min
La piattaforma HBO Max accende i riflettori su una delle figure più iconiche del cinema italiano con una nuova produzione originale. Si tratta di una docu-serie in tre episodi, disponibile interamente dal 3 aprile 2026, che ripercorre la storia personale e pubblica di Gina Lollobrigida, andando oltre il mito per raccontarne gli ultimi anni segnati da tensioni e controversie.
Il progetto si concentra su una vicenda reale che ha attirato grande attenzione mediatica: il complesso intreccio legale nato attorno al patrimonio dell’attrice dopo la sua scomparsa nel 2023. Una storia fatta di rivendicazioni, accuse e dinamiche familiari intricate, che vede coinvolti il figlio Milko Skofic, l’imprenditore spagnolo Francisco Javier Rigau e l’ex collaboratore Andrea Piazzolla.
Attraverso testimonianze, materiali d’archivio e ricostruzioni, la serie restituisce un ritratto completo dell’artista: non solo diva del grande schermo, ma anche fotografa, scultrice e pittrice, simbolo di autonomia e determinazione. Allo stesso tempo, emerge il lato più fragile della sua vita privata, in particolare negli anni finali, quando il confine tra affetti, interessi economici e questioni legali si è fatto sempre più sottile.
Il racconto alterna il percorso straordinario di una carriera internazionale al dramma umano che ha segnato l’ultima fase della sua esistenza, trasformando una vicenda personale in un caso giudiziario ancora oggetto di attenzione.
La docu-serie è prodotta da Indigo Stories con il produttore Alessandro Lostia e il line producer Ettore Musco, insieme a Loft Produzioni con il produttore David Perluigi e il line producer Luca Motta.
La scrittura è affidata a Carlo Altinier e Matteo Billi, con la collaborazione ai testi di Elena Martelli, Ilenia Petracalvina, Shaila Risolo e Morena Zapparoli.
Le musiche sono firmate da Giorgio Spada, mentre il montaggio è curato da Michele Castelli e Daria Di Mauro. La fotografia è di Luigi Montebello.
La regia è affidata a Graziano Conversano.




Commenti