TG1 delle 20 vola negli ascolti: la spinta della direzione Chiocci e il confronto con il TG5
- Redazione

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Nelle ultime settimane il TG1 delle 20 diretto da Gian Marco Chiocci ha consolidato la propria leadership e il distacco dal TG5 si è fatto ancora più netto, con numeri che raccontano una crescita significativa e, soprattutto, costante. Il TG5 riesce ad imporsi sul Tg1 nell'altro scontro diretto, quello dell'edizione mattutina delle 8.
Giovedì 26 marzo il TG1 ha raggiunto 5.367.000 spettatori (27,3%), mentre il TG5 si è fermato a 3.748.000 (18,7%). Il giorno prima, mercoledì 25, il divario è stato altrettanto marcato: 5.187.000 spettatori (26,8%) per il TG1 contro 3.780.000 (19,3%) del TG5.
Anche nei giorni precedenti il trend non cambia. Martedì 24 marzo il TG1 ha totalizzato 4.873.000 spettatori (25,1%), mentre il TG5 ha raccolto 3.870.000 (19,7%). Lunedì 23 marzo, infine, 5.313.000 spettatori (25,6%) per il TG1 contro 4.150.000 (19,7%) del TG5.
Numeri che indicano non solo una vittoria, ma un vero e proprio allungo. In tutte le giornate considerate, il TG1 supera stabilmente il 25% di share, mentre il TG5 resta sotto la soglia del 20%, con un gap che in alcuni casi sfiora i 10 punti percentuali.
Una parte della differenza può essere letta anche nella struttura e negli orari di messa in onda. Il TG1 mantiene un’impostazione più lineare, con un inizio fissato alle 19:56, entrando subito nel vivo dell’informazione.
Il TG5, invece, anticipa la partenza alle 19:53 ma con una lunga “prima pagina” di circa 8 minuti. Il telegiornale vero e proprio prende il via solo intorno alle 20:01, se non addirittura alle 20:03 in alcune serate.
Ma c’è anche un altro elemento decisivo: il traino. Il TG1 beneficia dell’eredità di L'Eredità, che chiude sopra i 5 milioni di spettatori con circa il 30% di share, consegnando al telegiornale una platea già ampia e fidelizzata.
Diversa la situazione per Canale 5, che pur difendendosi bene su target più giovani, arriva al TG5 con una base di circa 3 milioni di telespettatori. Un divario iniziale che inevitabilmente pesa e contribuisce ad amplificare la forbice finale tra i due notiziari.
Resta sullo sfondo una questione più ampia, quasi strutturale: l’orario dei telegiornali della sera. Con partenze sempre più anticipate e formule ibride tra anteprima e notiziario, viene naturale chiedersi se non sarebbe più chiaro per il pubblico riportare tutti i tg delle 20 a un orario reale e condiviso. Ma questa, come si dice, è un’altra storia.



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