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Sanremo 2026 travolto dai casi mediatici: l’Ariston accende il dibattito, non ancora la musica

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    Redazione
  • 12 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min

A pochi giorni dall’inizio, Sanremo 2026 è già ovunque. In apertura dei telegiornali, nelle homepage dei quotidiani, nei talk show. Ma non per le canzoni in gara.


Il Festival guidato da Carlo Conti si trova al centro di un vortice mediatico fatto di rinunce, smentite, polemiche politiche e casi social. La musica, almeno per ora, resta sullo sfondo.


A far discutere è stata innanzitutto la rinuncia di Andrea Pucci, costretto a fare un passo indietro dopo le polemiche legate alla sua presenza nel cosiddetto “cast parallelo”. Una vicenda che ha riacceso il dibattito sulla libertà di espressione e sull’opportunità di alcune scelte artistiche, trasformando una partecipazione televisiva in un caso politico-mediatico.


Non si placano nemmeno le critiche esclusivamente social verso Laura Pausini, tornata al centro dell’attenzione per la mancata esecuzione di Bella Ciao durante una trasmissione della tv spagnola. Un episodio che risale a tempo fa ma che continua a riemergere ciclicamente, alimentando divisioni che vanno ben oltre il perimetro musicale.


A movimentare ulteriormente il clima è stata la notizia sulla presunta presenza in platea della premier Giorgia Meloni alla prima puntata. L’indiscrezione, rilanciata da testate come La Stampa e La Repubblica, è stata smentita prima da Carlo Conti e poi dalla stessa presidente del Consiglio, ma nel frattempo aveva già alimentato il dibattito politico.


Tra i casi che hanno fatto discutere anche l’invito – prima annunciato e poi ritirato – a Luca Argentero, legato al rinvio della serie Doc - Nelle tue mani all’autunno. Una dinamica che intreccia Festival e strategie di palinsesto, dimostrando quanto Sanremo sia anche un potente strumento promozionale televisivo.


Altro colpo di scena a pochi giorni dall’evento: Morgan ha rinunciato alla cover prevista con Chiello. Una scelta che ha inevitabilmente acceso i riflettori sui retroscena organizzativi, ancora una volta più commentati delle canzoni in gara.


Non sono mancate neppure le tensioni interne alla Rai: Roberto Sergio si è trovato costretto a smentire le anticipazioni rilasciate in diretta a Fiorello sulla possibile conduzione dell’edizione 2027 affidata a Stefano De Martino. Anche qui, si parla già del futuro mentre il presente deve ancora andare in scena.


Sul fronte più leggero, fa notizia l’arrivo all’Ariston di Tony Pitony, che ha firmato e canta la sigla ufficiale del FantaSanremo 2026. Il gioco parallelo alla kermesse è ormai un fenomeno consolidato, capace di generare engagement e visibilità quasi quanto la gara ufficiale.


Il risultato è paradossale: a dominare il racconto mediatico non sono i brani, gli artisti in gara o le tendenze musicali, ma polemiche, smentite e casi politici.


Le canzoni arriveranno. Resta da capire se riusciranno a prendersi la scena o se continueranno a essere la parte meno raccontata del Festival più mediatico d’Italia.

 
 
 

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